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Tratto dalla storia vera dello scrittore marocchino candidato al Premio Nobel Mohamed Choukri, voce censurata per anni dalle correnti oltranziste del mondo arabo, “Il pane nudo” è il racconto autobiografico di un uomo alla ricerca di riscatto dal proprio destino senza speranza già segnato fin dall’infanzia.
Privo di mezzi di sostentamento, oppresso da un padre tirannico e dal degrado umano dell’analfabetismo e dell’ignoranza, a vent’anni Mohamed impara che la scrittura è la chiave per diventare padrone della propria esistenza. Scopre il valore di avere un’istruzione e riesce a trovare così una via per trasformare in senso positivo la sua rabbia e le esperienze della sua vita.
Diretto dal regista algerino Rachid Benhadj ed interpretato da Saïd Taghmaoui, già protagonista del film “L’odio” di Kassovitz, “Il pane nudo” è un film che parla la lingua universale di chi non smette di credere. La parabola, autentica ed unica, del potere della parola e della cultura di assegnare all’individuo la capacità di riflettere ed incidere su se stesso e sul mondo.
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